Netanyahu sperava che i suoi “amici” facessero di più. Che riuscissero a bloccare l’inchiesta del giurista ebreo sudafricano Goldstone che accusa Israele di “crimini di guerra” nell’aggressione alla Striscia di Gaza dello scorso inverno. Invece il Consiglio dei diritti umani dell’Onu ha approvato il rapporto della commissione Goldstone.
Aveva detto Netanyahu, nel suo livore antisemita: «Sono sicuro che gli amici d’Israele useranno il diritto di veto per affossare questa decisione».
Invece i tristi “amici” dell’aggressore hanno votato contro, ma non hanno avuto la faccia per mettere il veto ad un’inchiesta che sarebbe stata un’infamia bloccare.
Nell’inchiesta si accusa sia Israele sia il movimento islamico palestinese Hamas di aver commesso crimini di guerra durante il conflitto del dicembre-gennaio scorso nella Striscia di Gaza, ovviemente non sono messi sullo stesso piano sia per quantità dui violazioni sia per intensità.
Hamas di è detta favorevole a questa approvazione perché ciò porta davant5i all’opinione pubblica internazionale il problema che la gran parte dei media nascondono o falsificano. Hamas è disponibile a comparire davanti alla Corte per poter motivare le azioni di difesa compiute di fronte alla feroce aggressione israeliana.
Il voto di venerdì 16 è solo il primo passo di un percorso che potrebbe portare Israele e Hamas sul banco degli imputati alla Corte internazionale di giustizia dell’Aja. La questione sarà ora esaminata dall’Assemblea generale dell’Onu e successivamente il segretario generale dovrà tornare al Consiglio dei diritti umani per riferire sul comportamento d’Israele e Hamas. L’Aja potrebbe essere coinvolta se Israele continua a respingere l’idea di un’inchiesta approfondita su quanto il suo esercito ha fatto nelle tre settimane dell’assalto a Gaza. Goldstone, nelle 575 pagine del suo rapporto si è lamentato perché Israele si è rifiutato di collaborare all’indagine.
Dei 47 membri del Consiglio, 25 (Cina, Russia, Egitto, India, Giordania, Pakistan, Sudafrica, Argentina, Bahrein, Bangladesh, Bolivia, Ghana, Indonesia, Gibuti, Liberia, Qatar, Senegal, Brasile, Mauritius, Nicaragua e Nigeria) hanno votato a favore della risoluzione, in sei hanno affiancato il no degli Stati Uniti che però nan ha acconsentito al Veto: sono tutti governi di destra:Italia, Olanda, Ungheria, Slovacchia e Ungheria, mentre undici hanno preferito astenersi e due non essere presenti.
Netanyahu sperava che i suoi “amici” facessero di più. Che riuscissero a bloccare l’inchiesta del giurista ebreo sudafricano Goldstone che accusa Israele di “crimini di guerra” nell’aggressione alla Striscia di Gaza dello scorso inverno. Invece il Consiglio dei diritti umani dell’Onu ha approvato il rapporto della commissione Goldstone.
Aveva detto Netanyahu, nel suo livore antisemita: «Sono sicuro che gli amici d’Israele useranno il diritto di veto per affossare questa decisione».
Invece i tristi “amici” dell’aggressore hanno votato contro, ma non hanno avuto la faccia per mettere il veto ad un’inchiesta che sarebbe stata un’infamia bloccare.
Nell’inchiesta si accusa sia Israele sia il movimento islamico palestinese Hamas di aver commesso crimini di guerra durante il conflitto del dicembre-gennaio scorso nella Striscia di Gaza, ovviemente non sono messi sullo stesso piano sia per quantità dui violazioni sia per intensità.
Hamas di è detta favorevole a questa approvazione perché ciò porta davant5i all’opinione pubblica internazionale il problema che la gran parte dei media nascondono o falsificano. Hamas è disponibile a comparire davanti alla Corte per poter motivare le azioni di difesa compiute di fronte alla feroce aggressione israeliana.
Il voto di venerdì 16 è solo il primo passo di un percorso che potrebbe portare Israele e Hamas sul banco degli imputati alla Corte internazionale di giustizia dell’Aja. La questione sarà ora esaminata dall’Assemblea generale dell’Onu e successivamente il segretario generale dovrà tornare al Consiglio dei diritti umani per riferire sul comportamento d’Israele e Hamas. L’Aja potrebbe essere coinvolta se Israele continua a respingere l’idea di un’inchiesta approfondita su quanto il suo esercito ha fatto nelle tre settimane dell’assalto a Gaza. Goldstone, nelle 575 pagine del suo rapporto si è lamentato perché Israele si è rifiutato di collaborare all’indagine.
Dei 47 membri del Consiglio, 25 (Cina, Russia, Egitto, India, Giordania, Pakistan, Sudafrica, Argentina, Bahrein, Bangladesh, Bolivia, Ghana, Indonesia, Gibuti, Liberia, Qatar, Senegal, Brasile, Mauritius, Nicaragua e Nigeria) hanno votato a favore della risoluzione, in sei hanno affiancato il no degli Stati Uniti che però nan ha acconsentito al Veto: sono tutti governi di destra:Italia, Olanda, Ungheria, Slovacchia e Ungheria, mentre undici hanno preferito astenersi e due non essere presenti.