I colloqui a Doha, Qatar, tra Hamas e l’Autorità nazionale palestinese (Anp) sono approdati a un risultato, con la “decisiva” mediazione dell’emiro del Qatar, Hamad bin Khalifa Al Thani. La firma sull’accordo è stata siglata durante un breve cerimonia proprio nel diwan (o sala riunioni) dell’emiro. L’accordo prevede che il presidente dell’Anp, Mahmoud Abbas, guiderà un governo transitorio di unità fino alle elezioni generali in Cisgiordania e Striscia di Gaza.
Dopo quattro anni di governi separati in Cisgiordania e a Gaza, è questo un importante passo avanti da quando, un anno fa, Hamas e Anp avevano raggiunto un accordo di riconciliazione preliminare, che prevedeva l’istituzione di un governo di unità nazionale per prepararsi a elezioni presidenziali e parlamentari. È stato difficile, tuttavia, accordarsi su chi dovesse guidare il nuovo governo. Hamas si è opposta alla scelta di Salam Fayyad sponsorizzata da Abbas.
I tempi per la formazione dell’esecutivo, che sarà composto da tecnici politicamente indipendenti, non sono ancora chiari. Le elezioni, inizialmente fissate per maggio, potrebbero anche slittare nel caso in cui le procedure per formare il governo dovessero prolungarsi. “Promettiamo al nostro popolo di mettere in atto questo accordo prima possibile”, ha commentato Abbas dopo la firma. “Informiamo la nostra gente – ha invece dichiarato Khaled Mashaal (leader di Hamas) che vogliamo curare le ferite seriamente per riunire il nostro popolo sulla base di una partnership politica e dedicare i nostri sforzi a resistere all’occupazione”. C’è da sottolineare che contestualmente a questo accordo, Khaled Mashaal si era recato, qualche giorno prima, in visita in Giordania per incontrare re Abdullah II, dopo l’espulsione di Hamas dalla Gisgiordania nel 1999; anche questa visita accompagnata e preparata dall’emiro Hamad bin Khalifa Al Thani. C’è da dire qualcosa sull’attivismo di Al Thani in tutta l’area (dall’interventismo in Libia, ad aver “coperto” le repressioni saudite in Bahrain e Yemen.
Non si hanno ancora reazioni dalle diplomazie di Usa e Europa, mentre in Israele la reazione scomposta e violenta del primo ministro Benjamin Netanyahu prende la forma di una minaccia verso l’Anp “O cerca la pace con Israele oppure un accordo con Hamas”. Una reazione scomposta che la dice lunga sulla NON volontà dell’attuale governo di Israele di desiderare la pace.

considerato che e’ il vostro Boicottaggio falso e controproducente, non vedo quale potrebbe essere il vostro problema. Prima di fare delle sottigliezze baderei di sicuro molto di piu’ per dover arrivare al sodo avendo la ragione che e’ dichiarata Ufficiale e da poterla anche dichiarare ufficialmente a vostra differenza.
Commento di autores — febbraio 8, 2012 @ 6:59 pm