E’ fin troppo facile rispondere alle dichiarazioni allucinanti che tu caro Vendola che saresti un politico di sinistra, hai rilasciato incontrando l’ambasciatore di quel paese razzista e di apartheid che è Israele. E’ di tutta evidenza che esprimi egregiamente quel crollo di valori di giustizia, umanità, libertà che investe i partiti di sinistra, così ci rendiamo conto che abbiamo veramente bisogno di un Egitto come ci augurava Omar Barghuti e di ricominciare a ricostruire, senza di voi, una vera sinistra giacché persone come te possono essere semmai definite “sinistre” non di sinistra.
maggio 4, 2011
marzo 10, 2011
Jeff Halper, un israeliano in Palestina
http://frammentivocalimo.blogspot.com/2011/03/jeff-halper-un-israeliano-in-palestina.html
Ramallah, Nena News – “An Israeli in Palestine” e’ giunto alla sua seconda edizione e Jeff Halper, antropologo statunitense con passaporto israeliano, co-fondatore dell’ICHAD (Israeli Committee Against House Demolition), e noto attivista per i diritti dei palestinesi, ha presentato anche a Ramallah, nei Territori occupati palestinesi, il suo lavoro riedito. Con questo scritto l’autore vuol muovere innanzitutto una critica nei confronti di coloro che, a suo vedere, si ostinano a concepire il Sionismo come “semplice” frutto del colonialismo europeo e ad analizzare lo Stato d’Israele attraverso gli schemi del nazionalismo occidentale. Halper sostiene invece che i leaders storici del Sionismo, cosi’ come la maggior parte dei migranti della prima ora, avendo provenienza est-europea svilupparono un’idea di nazionalismo diversa: non uno Stato basato sulla cittadinanza (erede dei valori della Rivoluzione Francese) ma sull’appartenenza tribale (pan-slavismo). Partendo da tale presupposto, il libro mette in evidenza la strategia esclusivista del Sionismo che, a differenza di altre “esperienze” coloniali, ha cercato fin dall’inizio di cancellare ogni traccia dei “nativi”, lavorando incessantemente per l’eliminazione fisica (uomini, costruzioni, paesaggio) e simbolica (storia, costumi, cultura) dei Palestinesi. Il movimento Sionista ha saputo costruire uno Stato a carissimo prezzo, mistificando la storia e facendo ricorso alle peggiori politiche di discriminazione, oppressione e pulizia etnica proprio perche’ basato su quella concezione di nazionalismo esclusivista che non potra’ mai includere altri cittadini che non siano ebrei. La «ebraicizzazione» della terra di Palestina, come la chiamano gli stessi israeliani, ha attraversato le forme piu’ svariate e procede su molteplici livelli. Nel libro e’ affrontata con particolare attenzione la politica di demolizione delle case – piu’ di 25.000 residenze palestinesi distrutte dal 1967 – una logica questa non certo legata a questioni di sicurezza ma ad una volonta’ ben precisa. All’amore verso la terra, romanticamente proclamato dalla propaganda Sionista, l’autore contrappone la visione della violenza e del possesso del territorio: come chiamare una terra il cui 50% e’ abusato dall’esercito?Se questo paradigma e’ valido la de-colonizzazione che va pensata non e’ quella dallo Stato d’Israele ma dal Sionismo. L’autore ci esorta, alla luce delle fresche rivoluzioni che stanno scuotendo il vicino oriente, a ripensare un modello di Stato comune (nazionale o binazionale non importa) e farsi trovare preparati se il sistema dovesse collassare. Non una lotta anticoloniale come le altre, basata sulla liberazione della terra dall’invasore bensì una lotta contro le fondamenta ideologiche di quello Stato. “Decolonize-Zionism” significa liberarsi da quell’idea di esclusivita’ tribale che fa dello Stato di Israele un’intollerabile etnocrazia che non puo’ che basarsi su politiche discriminatorie e di pulizia etnica e fare invece degli Israeliani gli abitanti della Palestina. Nena News
settembre 12, 2010
Intervista con Ilan Shalif (Anarchici Contro Il Muro)
Link esterno: http://www.alasbarricadas.org/noticias/?q=node/14777
maggio 14, 2010
62° anniversario della Nakba, la pulizia etnica della Palestina
novembre 30, 2009
“Gli ebrei sono un’invenzione del sionismo”. Un libro israeliano scatena bufera in Usa
http://route66.corriere.it/2009/11/gli_ebrei_sono_uninvenzione_de.html
Non è una novità, ogni popolo è stato “inventato” dai rispettivi nazionalismi! La storia degli stati-nazione europei ne sono una dimostrazione chiarissima. L’ideologia nazionalista, la retorica che l’ha accompagnata ha totalmente inventato una identità, quella nazionale, imponendo le credenza, falsa, che gli stati coincidano con la delimitazione delle terre abitate da un “solo” popolo.
Questa grande stupidità e falsità storica gli eserciti europei l’hanno esportata in tutto il mondo.
ottobre 4, 2009
Un saluto di cuore comandante combattente Marek! Ribelle del Ghetto di Varsavia
Chiunque prende le armi e lotta contro l’oppressione, da qualsiasi parte questa provenga, è degno di essere ricordato con lealtà e sincerità.
È morto il 2 ottobre Marek Edelman, protagonista della rivolta del ghetto di Varsavia
luglio 27, 2009
Cinquant’anni fa iniziava in Inghilterra il Boicottaggio contro l’Apartheid in Sud Africa
Cinquant’anni fa, il 26 giugno, 1959, un gruppo di esuli sudafricani e loro sostenitori britannici si sono riuniti a Londra, all’Holborn Hall per invitare ad un boicottaggio di frutta, sigarette e altri beni importati dal Sud Africa. Il boicottaggio ha avuto un avvio lento, ma nei mesi successivi, a marzo 1960 i commercianti sono stati invitati a smettere di vendere prodotti sudafricani, il TUC, il sindacato inglese del lavoro, alcuni liberali e gli aderenti ai partiti comunisti sono stati il supporto della campagna.
giugno 12, 2009
Intervista al poeta Adonis
Queste parole sono tratte dall’intervista al poeta Adonis, pubblicata oggi sul sito di Rainews24.
E’ la questione palestinese? Che significa per lei?
“Se si ricorda ai tempi del comunismo bastava che un poliziotto guardasse uno scrittore per dire che lo scrittore oggetto del suo sguardo era limitato nella libertà di espressione! Oggi Israele distrugge un paese intero, distrugge le case, gli ospedali, le scuole, e nessuno osa parlarne. Ci sono delle verità religiose, perché c’è un ritorno impressionante alla religione. Ho notato che si può criticare l’Islam, ma che nessuno osa criticare l’ebraismo…Come fa uno scrittore civilizzato di oggi accettare la nascita di uno stato religioso? Prché criticare lo stato islamico e i paesi islamici e non si ha il coraggio di criticare lo stato religioso da secoli? ‘è soltanto da capire che il problema della libertà di espressione è un problema più generalizzato. Dico, ancora una volta, che l’Europa sta perdendo la sua dimensione etica.”
