Arriverà all’aeroporto di Fiumicino mercoledì 20 aprile, intorno alle 19,30, la salma di Vittorio Arrigoni.
ALL’AEROPORTO DI FIUMICINO – TERMINAL CARGO CITY
Arriverà all’aeroporto di Fiumicino mercoledì 20 aprile, intorno alle 19,30, la salma di Vittorio Arrigoni.
Ciao Vik,
Ci siamo scambiati una mail veloce pochissimi giorni fa. Eri sotto le bombe, come sempre, affacciato alla finestra della tua casa che dà sul porto di Gaza. Non l’ho mai vista casa tua, né il porto di Gaza City, e a dire la verità nemmeno Gaza. Immaginavo tutto con i tuoi occhi. Attraverso i tuoi occhi e i tuoi scritti sentivo le detonazioni degli spari, le esplosioni, le grida e finanche il sapore amaro del sangue. Sentivo anche le risate e le voci dei bambini di cui ti circondavi sempre. Sembravi un gigante rispetto a loro, esili e minuti, sempre sorridenti vicino a te. Anche per questo ti ammiravo da lontano, per l’amore per i bambini e per un popolo che avei fatto tuo.
Ti ammiravo e ti stimavo perché eri l’ ultimo internazionalista rimasto, ti chiamavano pacifista e io continuavo a definirti internazionalista, perché incarnavi i principi di abnegazione e sacrificio che devono essere propri di un internazionalista. Io ci credo nell’internazionalismo e io stessa mi considero tale, ma tu andavi oltre… tu eri il popolo che avevi deciso di difendere, difendevi te stesso insieme al popolo palestinese perché ogni ingiustizia che subivano i tuoi fratelli tu la subivi per primo.
Ci siamo scambiati qualche mail in questi anni, non molte , ma ti ero vicina e il mio pensiero andava spesso al porto di Gaza City, a quella figura che scrutava il mare, al tuo coraggio. Ci siamo scritti quando, dopo due giornate febbrili tra telefonate e mail (e con il coinvolgimento di tante altre persone) siamo riusciti a far oscurare i due siti, uno canadese e uno italiano dove alcuni pazzi estremisti di destra ti minacciavano di morte. Fu il mio modo per farti sapere che c’ero, che ti stimavo e che apprezzavo il tuo lavoro, pur non seguendolo quotidianamente. Ho sempre sentito sulla mia pelle le ingiustizie commesse contro gli altri, come diceva il Che, e le minacce di morte contro di te, erano un’ingiustizia che non potevo tollerare. Ti ero, e ti sono riconoscente perché quando nessuno voleva stare in quell’inferno, tu c’eri e i tuoi occhi erano la nostra finestra sul dolore di un popolo intero, erano il testimone contro il genocidio commesso da Israele. (continua…)
di Michelangelo Cocco
Fonte: il manifesto – 1 giugno 2010
Sarà la Sharpeville d’Israele? Il massacro di 72 dimostranti neri nella cittadina sudafricana, il 21 marzo 1960, arrivò in un momento in cui si erano intensificate le proteste contro l’apartheid e ne accelerò il crollo. La strage di pacifisti compiuta ieri in acque internazionali del Mediterraneo giunge in un periodo di grande mobilitazione della società civile contro le politiche di Tel Aviv a Gaza e in tutta la Palestina e può spingere lo Stato ebraico verso l’isolamento. (continua…)
Il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (FPLP) ha esortato gli amici ed i sostenitori della Palestina in Italia, in Svezia, in Europa ed in tutto il mondo, a rifiutare i tentativi Sionisti di calpestare la libertà di parola e di stampa e di eliminare il movimento di sostegno alla Palestina. Un portavoce dell’FPLP, in risposta alle dichiarazioni del ministro italiano degli Affari Esteri Franco Frattini, ha affermato che è urgente che gli stati europei ed i popoli a livello internazionale isolino Israele ed investighino pienamente i suoi abusi.
( Fonte: Swissinfo) L’Ong israeliana Medici per i Diritti Umani (Phr) e la Società Palestinese di Soccorso Medico (Pmrs) hanno chiesto la costituzione di una commissione di inchiesta internazionale e l’eventuale incriminazione dei responsabili politici e militari israeliani
Ancora una volta la feccia fascista si è posta prontamente al servizio delle potenze coloniali e imperialiste.
Non appena i movimenti pacifisti di tutto il mondo hanno lanciato la battaglia per il boicottaggio ai prodotti israeliani per fermare le bombe e i massacri della popolazione palestinese, ecco che questi lacchè si danno un gran da fare per dare credibilità al più strampalato e ottuso dei pregiudizi, quello che vorrebbe etichettare come antisemita chiunque critichi il colonialismo israeliano.
Ma il gioco non riesce! I fascisti, loro che sono razzisti, xenofobi, antisemiti e classisti, loro stanno in buona compagnia con i massacratori, gli oppressori e gli sfruttatori di ogni tempo e di ogni luogo. E su questa vicenda non crediamo ci sia da sprecare altre parole.
Vogliamo però ribadire che il boicottaggio è una nobile azione! Favorisce la partecipazione diretta alla lotta, produce forme di autorganizzazione nei quartieri e nei posti di lavoro, poiché questo è il solo modo di praticare realmente un boicottaggio che raggiunga risultati concreti. (continua…)

Sta prendendo sempre più piede in questi giorni in Italia la campagna di boicottaggio dei prodotti israeliani che anche da questo sito è attivamente appoggiata e promossa.
Non stupisce pertanto il fatto che i fascisti, come già avvenuto in passato in altre occasioni, si pongano al servizio dei poteri forti e delle potenze imperialiste cercando di inquinarla, confondendola con azioni razziste e antisemite con il solo scopo di creare confusione e gettare discredito su questo movimento spontaneo e pacifista che sta prendendo sempre più piede e che si avvale dell’entusiasmo e dalla voglia di partecipazione di migliaia di giovani desiderosi di contribuire in prima persona al raggiungimento della pace e della dignità del popolo palestinese.
Il boicottaggio dei prodotti provenienti da Israele che si sta cercando di portare avanti anche coinvolgendo i sindacati presenti nelle grandi aziende di distribuzione commerciale o nei porti, pratica pacifista e non violenta che in passato ha sancito la fine del regime dell’apartheid in Sud Africa, nulla ha a che vedere con l’azione fascista e chiaramente antisemita del boicottaggio dei negozi della comunità ebraica romana e con azioni criminali e chiaramente razziste contro di essa che condanniamo fermamente.

Intervista a Pappe: non sono un traditore
Ayelet Negev (Ynetnews.com)
Tradotto da Carlos Sanchis e rivisto da Caty R. – Traduzione per Senzasoste di Andrea Grillo
La scorsa estate la famiglia Pappe ha imballato le sue cose, ha affittato la sua spaziosa casa in Israele e si è trasferita in Gran Bretagna. Dal momento in cui è stato reso pubblico il suo appoggio a un boicottaggio accademico alle università israeliane, lo storico Ilan Pappe, 54 anni, ha avuto la sensazione di essere il nemico pubblico numero uno. Pappe dice che ha ricevuto minacce di morte per telefono quasi tutti i giorni.
Non è che il fatto di lanciare un appello a un boicottaggio accademico a Israele ha scatenato l’opinione pubblica contro di Lei?
«Ho appoggiato il boicottaggio perché credo che senza pressione Israele non metterà fine all’occupazione. Anche prima di questo periodo ero arrivato alla conclusione che il processo di pace provoca un irrigidimento progressivo di Israele. Quando nel 2003 varie organizzazioni internazionali mi avvicinarono e mi chiesero se avrei appoggiato il boicottaggio risposi positivamente. (continua…)
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