Boicotta Israele

settembre 24, 2009

Se non l’avete letto. Un libro da non perdere: Michel Warschawski – “A precipizio”

Filed under: Storia — Tag:, , — boicottaisraele @ 6:51 am

Michel Warschawski – “A precipizio” Ed. Bollati Boringhieri 2004

La crisi della società israeliana

…mentre il vecchio discorso sionista, “ebraico e democratico”, laico e a connotazione liberale, è in pieno arretramento, si assiste all’affermazione di un discorso e di una ideologia che rimodellano tutto l’insieme della cultura israeliana. Questa ideologia combina quattro elementi principali: un militarismo nazionalista più o meno associato all’integralismo religioso; un razzismo dichiarato; un oltranzismo impregnato di messianismo e una rimessa in discussione di ogni norma democratica. L’insieme di questi elementi rientra in una paranoia generale che porta a considerare il mondo intero come una minaccia mortale per l’esistenza stessa degli ebrei, nel Medio Oriente e altrove.

La prima conseguenza, indubbiamente la più perversa, di questa nuova ideologia è l’accettazione dello stato di assedio interno e la normalizzazione della morte: l’immenso spiegamento militare e poliziesco, le migliaia di guardie private all’ingresso di tutti i luoghi pubblici, ristoranti e supermercati, scuole e negozi, sono accettati senza la minima domanda, come la più normale delle forme di esistenza individuale e nazionale. A volte si direbbe addirittura che questa accettazione avvenga con piacere, come se per la società fosse più facile vivere tale realtà che non una normalità fondata su quello che la destra chiamava “il rischio di pace”.

Peggio ancora il gran numero di vittime israeliane, civili o militari, è inteso anch’esso come una fatalità a cui la società sembra abituarsi con sorprendente rapidità, tollerando un governo che si mostra incapace di garantire la sicurezza dei propri cittadini. “Il regno della morte”: con questa espressione presa a prestito da Dylan Thomas, Nurit Peled, che ha perduto la figlia in un attentato a Gerusalemme, denuncia questo perverso abituarsi alla morte di persone innocenti.

Il misto di nazionalismo offensivo e di vittimismo provoca all’interno della società israeliana una violenza che non è facile misurare all’esterno. Eppure basta ascoltare le trasmissioni dei dibattiti alla Knesset [il parlamento israeliano] per rendersene conto: un deputato promette il plotone di esecuzione ai deputati arabi, un altro tratta come “traditori” i suoi colleghi del partito sionista Meretz [partito israeliano laico e socialdemocratico che propone la fine dell’occupazione e la nascita di uno stato palestinese] e si fa a gara a chi presenta il progetto di legge più drastico non solo contro i “terroristi” ma contro ogni forma di dissidenza in Israele. La Corte suprema e i media, ma spesso anche la polizia e la Procura, vengono regolarmente denunciati come antiebraici, e persino come “mafia di sinistra”. Non c’è rispetto reciproco, né osservanza delle più elementari regole di civiltà, né soprattutto attaccamento alle regole della democrazia: queste ultime sono considerate perniciosi residui di un regime che è ormai tempo di sostituire con uno stato autoritario e pronto finalmente ad adottare le misure che garantiranno la sua sicurezza e il suo carattere specificamente ebraico.

2 commenti »

  1. Consulto ogni giorno il vostro blog. Grazie di esistere, spero che i lettori aumentino ogni giorno di più,anche grazie ad articoli belli come questo.

    Commento di Michele — settembre 24, 2009 @ 7:22 am

  2. delirante

    Commento di elio — settembre 30, 2009 @ 10:27 PM


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