di Michele Giorgio
Gerusalemme – All’Onu si accende il dibattito intorno al rapporto del giudice sudafricano Richard Goldstone sull’offensiva israeliana “Piombo fuso” di dieci mesi fa contro Gaza (circa 1.400 palestinesi uccisi, tra cui centinaia di civili). A Tel Aviv invece i comandi militari e il governo di Israele sembrano impegnati a pianificare un nuovo attacco per “disarmare” Hamas.
Sempre più sentenze di tribunali israeliani per sgomberare famiglie palestinesi dalle loro case. Anche il governo di Tel Aviv contribuisce all’operazione abbattendo abitazioni che definisce abusive: dal 1967 ad oggi le demolizioni sono state circa 2mila, ma nel mirino delle autorità ci sono 15mila costruzioni da abbattere.
Lo ha dichiarato il capo negoziatore palestinese Saeb Erekat
È il momento per Abu Mazen “di dire la verità al suo popolo: con la continuazione delle attività israeliane d’insediamento in Cisgiordania, la soluzione di due Stati non è più un opzione”.
Nella giornata di oggi, 31 Ottobre, siamo andati a conoscere il territorio di Betlemme e i campi profughi di Aida e Dheishe, circondati dal muro dell’apartheid e dagli insediamenti dei coloni israeliani.
ANSA – 1 NOV – La polizia israeliana ha annunciato oggi di aver arrestato un presunto terrorista ebreo. Yaacov Jack Tytell,37 anni,esperto di informatica e residente nell’insediamento ebraico di Shevut Rahel (Cisgiordania), e’ accusato nel corso di diversi anni dell’uccisione di due palestinesi in due occasioni diverse, di una serie di attentati dinamitardi contro un convento e stazioni di polizia, e contro un docente universitario inviso all’estrema destra.
Da oltre 60 anni, dalla conclusione della seconda guerra mondiale la Turchia è un fidato alleato dello schieramento occidentale, alleato strategico nell’area mediorientale.
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Hillary Clinton dopo aver ricondotto alla ragione il golpista honduregno Micheletti, rassicurando le oligarchie dell’Honduras, vuole bissare il successo imponendo al leader israeliano di riprendere i negoziati con i palestinesi.
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L’agenzia Cattolica SIR afferma che: “Israele nega ai palestinesi il diritto a un adeguato accesso all’acqua, mantenendo il controllo totale delle risorse idriche comuni e mettendo in atto politiche discriminatorie, concepite per limitare la disponibilità di acqua e impedire lo sviluppo di infrastrutture idriche operative nei Territori palestinesi occupati”: è la denuncia lanciata da Amnesty International che, in un rapporto, illustra fino a che punto le politiche e le pratiche israeliane negano ai palestinesi il loro diritto all’accesso all’acqua.
Una nota dai volontari della Comunità Papa Giovanni XXIII, un’Ong italiana attiva in progetti umanitari anche in Medio Oriente, denuncia blitz di coloni israeliani nei pressi del villaggio di Tuba in Cisgiordania per impedire a a un gruppo di bambini palestinesi di raggiungere la loro scuola.
Amnesty International denuncia l’iniqua spartizione delle risorse idriche
Israele sottrae acqua alla Palestina. Amnesty International fa luce sulla gestione delle risorse idriche in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza: la produzione dell’unica falda acquifera del territorio è destinata per l’80 percento a Israele, che lascia ai palestinesi solo il restante 20 percento.